Il Nepal che Resta

Il Prima e il Dopo di un Viaggio che ti cambia per sempre.

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto. Si Vivono. Ti entrano sotto la pelle, si fanno largo tra i pensieri, spostano confini di ciò che conosci e sopratutto su ciò che pensavi di sapere su te stesso. Il Nepal è uno di questi luoghi. Uno di quelli che restano solo nei ricordi, ma continuano a lavorarti dentro anche a distanza di anni.

Lo sa bene Patrizio Roversi, giornalista e viaggiatore instancabile, che ha attraversato il mondo con sguardo curioso e mente aperta. Insieme a Syusy Blady, ha dato vita a Turisti per Caso, programma cult che ha insegnato a migliaia di spettatori che viaggiare non significa solo vedere, ma sopratutto capire.

Ma c’è un viaggio che per Patrizio ha avuto un significato diverso. Più profondo. Più personale. Quello in Nepal.

In quella esperienza, al suo fianco, c’era anche Erus Sangiorgi – Medico Naturopata, profondo conoscitore della medicina Ayurvedica e consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un uomo che conosce l’Asia non solo per studio, ma per esperienza diretta, vissuta, interiorizzata.

Insieme, hanno realizzato una delle puntate più toccanti di Turisti per Caso, esplorando un Nepal insolito, spirituale, autentico, silenziosamente potente.

Un viaggio che ha mostrato al pubblico un volto diverso del Paese. E che, a distanza di tempo, continua a restituire domande, immagini, riflessioni.

Per questo, abbiamo voluto chiedere direttamente a Patrizio di raccontarci le cose non dette di quel viaggio.

Ne è nato un racconto intimo, fatto di immagini sospese nel tempo, incontri che lasciano il segno, e silenzi più eloquenti di mille parole.

” Qual è il primo ricordo che ti torna in mente se pensi al Nepal? “

< Una delle esperienze che più mi hanno toccato a Kathmandu è stata la visita di una veggente, insieme al mio amico Erus Sangiorgi. Io, da buon materialista, ero piuttosto scettico, ma l’atmosfera era coinvolgente: la casa, i profumi, il silenzio denso. Ho osservato il dialogo tra Erus e la veggente senza capire davvero, ma sentendo che lì c’era qualcosa.

Alla fine, Erus era deluso: la veggente non aveva percepito la sua essenza. Eppure per me fu un’apertura. Una finestra su un mondo complesso, che non appartiene a me ma che rispetto profondamente. Erus, in questo senso, è sempre stato per me un ponte, un tramite possibile con “meccaniche celesti” che mi affascinano anche se non le comprendo.

Da li in poi, ho avuto altre occasioni, più razionali, per conoscere meglio questa cultura. In particolare, la medicina ayurvedica mi ha offerto spunti interessanti anche sul mio personale modo di intendere la medicina, e quindi la cura di me stesso >

“Hai vissuto un momento in cui ti sei sentito completamente fuori dal tempo, come se il mondo si fosse fermato?”

< Si, il Nepal mi ha regalato molte sensazioni cosi, a Kathmandu, ma sopratutto in una regione particolare: Il Mustang. Situato tra India e Tibet, è un area che – almeno fino a poco tempo fa – era rimasta quasi intatta. Ci si arrivava solo a piedi, lungo una stretta mulattiera che segue la valle del Kaligandaki, fino alla capitale, Lo Mantang.

Cammini per ore, in silenzio, circondato solo da vento, pietra e spiritualità. Quando arrivi, il tempo sembra sospeso. Niente auto, niente rumori moderni. Solo l’essenziale.

Purtroppo pare che oggi i cinesi abbiano costruito una superstrada…Ma io me lo tengo stretto com’era allora: puro, remoto, intoccato. Un altrove che resta dentro. >

” Hai mai avuto paura?”

< Paura? No, mai.

La popolazione Nepalese – nonostante le tensioni interne che a volte attraversano il Paese – con gli stranieri è estremamente mite, accogliente, aperta.

Più che paura, ricordo un momento di forte impressione: durante la festa del Dashain, dedicata alla Dea Durga, ho assistito al sacrificio di migliaia di animali maschi. Il sangue scorre letteralmente nelle strade. È una scena cruda, certo. Ma non c’è violenza gratuita: tutto segue una logica antica, simbolica, profondamente radicata nella cultura.

In quel momento non mi sono sentito spaventato, ma toccato. È stato un incontro potente con il ” diverso”, che mi ha emozionato e fatto riflettere. >

” Qualcosa o qualcuno ti ha cambiato lungo la strada? “

< Tutti i viaggi ti cambiano, anche solo un tragitto in autobus da Bologna a Casalecchio. Figurarsi un viaggio in un mondo così lontano, affascinante e ” alieno” come il Nepal.

In un’occasione speciale, abbiamo avuto come compagno di viaggio Franco Battiato. Il suo sguardo, così profondo e silenzioso, ha aggiunto un livello diverso al nostro percorso.

A lui interessava in particolare la tradizione musicale nepalese, che si è rivelata sorprendentemente ricca.

Ognuno di noi cercava qualcosa di diverso, ma alla fine, in modi diversi, ognuno ha trovato un pezzo di sé>

” Se potessi tornare anche solo per un istante in quel tempo, dove andresti? “

< Il mio problema, qui e ora, è rallentare. Cambiare ritmo, ascoltare ed ascoltarmi. Se potessi tornare indietro, anche solo per un attimo, tornerei a girare attorno al Boudhanath, il grande Stupa di Kathmandu. Camminare in silenzio, respirare l’aria densa d’incenso, lasciarmi portare dal ritmo lento della preghiera. Quel luogo mi insegnava a stare. A esserci. E quel tipo di presenza, oggi mi manca profondamente. >

Il Nepal non è solo una meta, è uno specchio. Ti guarda, ti scruta, ti sfida. E alla fine ti restituisce un’immagine nuova di te stesso.

Chi ha il coraggio di guardarla davvero, non sarà mai più lo stesso.

Per vedere la puntata completa di Turisti per Caso in Nepal Clicca QUI

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Perchè alcuni luoghi si visitano. Altri ti trasformano

E il Nepal è pronto ad accoglierti, se sei pronto ad ascoltarlo.

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